Referendum: ha vinto il no. Ha vinto l'Italia onesta, che lavora, che fa fatica, che crede nel giusto. Ha vinto la buona società. Hanno vinto i giovani (ragazze e ragazzi) che credono di potersi costruire un futuro in un'Italia migliore. Hanno perso i politici, i fetenti, i ladri, i disonesti, gli approfittatori, i corrotti, gli sfruttatori, chi non lavora e vive alle spalle degli altri. In diritto, appariva contraddittorio che si potesse giungere a minare la separazione tra i poteri dello Stato (esecutivo, legislativo e giudiziario), con una normativa il cui fine ultimo non era altro se non quello di cercare di mettere al riparo i reati e gli illeciti della casta dei politici (che sono come i maiali di Orwell) dalle inchieste della magistratura, in un sistema che prevede persino un'incomprensibile immunità per i parlamentari. Di fatto, il voto referendario ha posto in evidenza ancora una volta, chiaramente, il distacco della popolazione dalla classe politica. Storicamente, i gravi problemi, soprattutto economici, che attanagliano l'Italia di oggi hanno le proprie origini in 50 anni di politica condotta da governi ladri e incapaci. La stessa politica di Berlusconi si rivelò in grado solo di pensare agli interessi del magnate. Si metta il cuore in pace, Marina B., l'eredità di suo padre è finita, per fortuna. Occorre cambiare pagina, pensare a costruire un futuro diverso per le nuove generazioni.
23.03.2024
Alessandro Ceresa