Iran, dicembre 2007 - Il rientro all’Hotel Enghelab di Teheran è agevole. Faccio il check-in la sera tardi, ma noto subito che c’è qualcosa che non va con la prenotazione. Devo lasciare il mio passaporto alla reception, perché non si riesce a far pervenire il saldo dei pernottamenti e io, allo stesso tempo, ho quasi finito le disponibilità liquide. Passo il giorno seguente a cercare di prelevare dei contanti ai bancomat, ma non è possibile. La questione deve essere risolta.
Provo a contrattare una seconda
prenotazione tramite sito internet con Mr. Sarkhoz, il gestore, ma non accetta.
Incurante dei problemi, nel pomeriggio inoltrato chiedo ancora di essere
accompagnato dal taxi verso Hemmat, il sito strategico di progettazione, produzione
e lancio di missili balistici, in cui vengono sviluppati i vettori per le
testate atomiche.
L’autista è ancora una volta il
mio solito accompagnatore. Salgo a bordo della sua macchina gialla e iniziamo
ad attraversare la città. Il centro di Hemmat è posto all’estrema periferia
orientale. Faccio qualche fotografia durane il tragitto e preparo la telecamera
per filmare il sito. Quando siamo in zona, il tassista mi indica gli impianti:
<<Hemmat>>, grida, con un tono forte e potente, come lo scoppio di
un ordigno.
Accendo la telecamera e inizio le riprese, lungo tutto il perimetro che costeggiamo tramite la prima parte dell’autostrada. Guardo i muri di cinta, costellati da alte torrette esagonali, che nascondono gli immobili atti ad ospitare i diversi settori del programma per le armi non convenzionali: meccanico, elettronico, missilistico ed aerospaziale. Giungiamo alla fine del sito e giriamo la vettura, in prossimità di una piazzola che viene utilizzata per i lanci di missili sperimentali. Torniamo senza problemi in hotel.
Entro nella reception. Ho con me
immagini rarissime dei siti nucleari iraniani. Salgo in camera, ma prima di salire
nell’ascensore vedo che il Guardiano della Rivoluzione di stanza nell’albergo scende rapidamente dalla
scala del primo piano…
05.03.2026
Alessandro Ceresa

