La Loggia Propaganda 2 (P2)
è stata una loggia massonica coperta, appartenente al Grande Oriente d'Italia
(GOI), trasformata sotto la guida del "Maestro Venerabile" Licio
Gelli in un vero e proprio centro di potere occulto volta all'ingerenza
nelle istituzioni della Repubblica Italiana.
Storia e Scoperte (1966-1981)
Nata nell'Ottocento come loggia
riservata per tutelare la privacy degli affiliati, la P2 venne progressivamente
"segretata" negli anni '70 da Licio Gelli. Tra gli scopi principali
figurava l'attuazione del "Piano di Rinascita Democratica", un
progetto di condizionamento politico, mediatico ed economico dello Stato in
chiave autoritaria e anti-comunista.
La svolta avvenne il 17 marzo
1981: durante una perquisizione ordinata dai giudici milanesi Gherardo
Colombo e Giuliano Turone nella villa di Gelli ad Arezzo e nella fabbrica Giole
di Castiglion Fibocchi, venne rinvenuto l'elenco di 962 affiliati. La
scoperta provocò uno scandalo travolgente che portò alla caduta del governo
Forlani nel maggio 1981. Con la legge n. 17 del 25 gennaio 1982 (nota come legge
Anselmi), le associazioni segrete vennero ufficialmente proibite e la P2 fu
sciolta.
Esponenti più Noti
L'elenco dei 962 nomi comprendeva
figure di primissimo piano dei vertici dello Stato, delle forze armate e della
società civile:
- Politici e Istituzioni: Silvio Berlusconi
(allora imprenditore edile e televisivo), Maurizio Costanzo (giornalista),
conduttori e vertici RAI.
- Militari e Servizi Segreti: I vertici di
tutti i servizi segreti italiani dell'epoca (SISMI e SISDE), tra cui il
generale Giuseppe Santovito e l'ammiraglio Giovanni Torrisi (Capo di Stato
Maggiore della Difesa).
- Finanza ed Economia: Roberto Calvi
(presidente del Banco Ambrosiano) e Michele Sindona (finanziere legato a
Cosa Nostra e allo IOR), oltre a numerosi dirigenti di banche pubbliche e
private.
- Magistratura e Forze dell'Ordine: Alti
magistrati, ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Condanne e Vicende Giudiziarie
Contrariamente a quanto spesso si
pensa, la semplice appartenenza alla P2 non portò a condanne penali dirette per
"associazione eversiva", in quanto l'inchiesta giudiziaria principale
si concluse con l'assoluzione per quel reato specifico. Tuttavia, le indagini
sugli attentati e sui crac finanziari collegati alla loggia portarono a pesanti
condanne definitive:
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Imputato / Ambito |
Reato / Inchiesta |
Condanna / Esito |
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Licio Gelli |
Depistaggio delle indagini
sulla Strage di Bologna (1980) |
Condannato in via definitiva a 10
anni |
|
Licio Gelli |
Bancarotta fraudolenta per il Crac
del Banco Ambrosiano |
Condannato in via definitiva a 12
anni |
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Pietro Musumeci e Giuseppe
Belmonte (SISMI) |
Depistaggio della Strage di
Bologna per conto della P2 |
Condannati rispettivamente a 8
anni e 5 mesi e 5 anni e 11 mesi |
|
Roberto Calvi |
Reati finanziari e bancarotta
(Banco Ambrosiano) |
Trovato impiccato a Londra nel
1982 sotto il ponte dei Frati Neri (omicidio rimasto senza colpevoli) |
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Michele Sindona |
Omicidio dell'avvocato Giorgio
Ambrosoli |
Condannato all'ergastolo (morto
in carcere nel 1986 per avvelenamento da cianuro) |
In sede parlamentare, la
Commissione d'inchiesta presieduta da Tina Anselmi definì la P2 come
un'«organizzazione eversiva e una vera e propria minaccia per la vita
democratica del Paese».
