Pagina politica - Lettera ipotetica a Mario Monti

Egr. Prof. Mario Monti,

Le scrivo un’ipotetica lettera informale, dopo aver appreso la sintesi del dibattito che l’ha vista in contrapposizione al Gen. Vannacci nell’ambito del Forum Ambrosetti di Cernobbio. Ovviamente, Lei si è espresso dall’alto della Sua grande posizione di esperto economista e di tecnico, apprezzato a livello nazionale e internazionale. 


Roberto Vannacci, d’altronde, non è un parvenu. E’ stato invitato a Cernobbio per il ruolo rilevante che sta assumendo nella politica italiana. E questo non è da poco, anzi, è persino difficile, ma il percorso che ha scelto è ambizioso. Allo stesso tempo, dopo lo schifo sostanzialmente mostrato dalla politica negli ultimi 50 anni, occorre un cambiamento sostanziale. 


Personalmente, apprezzo alcuni politici e ne disprezzo molti. Appresi molto, in passato, ad esempio, dalle idee e dai contatti avuti con Olivier Blanchard (già capo-economista del Fondo Monetario Internazionale e collaboratore del Premio Nobel Franco Modigliani al Massachusetts Institute of Technology – MIT) e Carlo Cottarelli (Direttore del Dipartimento Affari Fiscali del FMI e Commissario alla Spending Review in Italia). Di fronte ad una situazione economica, in Italia, che desta sgomento per i gravi problemi che affliggono, in ultimo, la popolazione stessa, ritengo che Vannacci, oltre a cavalcare il facile argomento, molto propagandistico della “tolleranza zero” nei confronti del problema sociale innescato dall’immigrazione (che porta voti persino a quel beota di Salvini), si debba concentrare sulla politica economica e su quella industriale, affrontando tutte le inefficienze del mercato e del sistema-Paese e avendo un riguardo particolare per le fasce meno abbienti, che ormai comprendono molte famiglie, poste davanti a prezzi al consumo spesso insostenibili. 


Finita l’era del Gatt, in termini di geopolitica economica, con il ritorno ai dazi voluto fortemente da Trump, la politica economica nazionalista, anche per gli Stati dell’Europa Unita, può avere un’accezione difensiva. E’ mia opinione che il movimento di Vannacci stesso debba obbligatoriamente fornire un’attenzione particolare anche al Sud, in termini di sviluppo (sostenibile), lavoro, redditi, utilizzo integrale delle agevolazioni. In passato, la politica liberale vantata da Berlusconi, ad esempio, era tale solo in teoria, ma in realtà si traduceva nel perseguimento esclusivo degli sporchi interessi del magnate (gli esempi sono innumerevoli). Roberto Vannacci e Giorgia Meloni rimangono gli unici punti di riferimento per la Destra (non divago in merito alla Sinistra). Giorgetti si è rivelato mediocre, con interventi che hanno “rappezzato” le situazioni manifestatesi negli anni, senza un programma chiaro, preciso e non propagandistico. Forza Italia è l’esempio dello “schifo della politica”. Quindi: Vannacci sì, può essere destinatario di fiducia elettorale, ma con riserva (i servizi deviati, che, oltre a tutti, lo sostengono, ci stanno infastidendo e meritano risposte dure).

Con stima

06.09.2026

Alessandro Ceresa