Kabul, agosto 2007 - Seduto al tavolino di un bar di Brera, verso mezzanotte, a Milano, esulto quando riesco a trovare il modo di entrare in Afghanistan, ma il programma delle linee aeree è chiaro: posso raggiungere Islamabad e da lì, con la Pakistan International Airlines, posso finalmente volare a Kabul. I passi seguenti sono semplici: acquisto i biglietti all’ufficio della Pia nella stessa Milano, raggiungo l’ambasciata dell’Afghanistan a Roma, in un’afosa giornata d’agosto e mi faccio rilasciare il visto che ho prenotato per l’ingresso nella nazione islamica. Quando il mio aereo inizia le manovre di atterraggio all’aeroporto di Kabul, filmo, con la la mia telecamera, la periferia di questa città arida e torrida, posta in mezzo alle lande desertiche che contraddistinguono tutto lo Stato dell’Asia centrale. Tra le varie immagini che scarico dal filmato, traggo una foto rarissima: la prigione Pol-e-Charki di Kabul, il più grande carcere afgano.
30.05.2026
Alessandro Ceresa