La ‘Ndrangheta è spesso raffigurata dall’immagine di un albero, i cui affiliati costituiscono le foglie, ovvero la società. Se pensiamo all’enorme giro di affari delle mafie e alla diffusione dei traffici illeciti, riusciamo a capire come gli affiliati siano milioni e comprendiamo di conseguenza l’estensione della consorteria. Allo stesso tempo, la ‘Ndrangheta è spesso menzionata per il consistente patrimonio, che la rende la mafia più ricca. Tutti gli investimenti dei relativi capitali, però, raggiungono solo in minima parte la Calabria, in quanto la fetta più grossa è investita in altre regioni e persino al di fuori dell’Italia. A Pavia e nei dintorni di Milano, ad esempio, malfattori, malavitosi, truffatori e personaggi poco chiari sono di regola pronti a dichiararsi contigui alla ‘Ndrangheta, entrando nel novero delle “foglie”, al fine di potersi accaparrare i suoi capitali. Semplicemente: si affiliano alle ‘ndrine e alle locali, per prendere i soldi dei calabresi. Mi vengono in mente immobiliaristi, agenzie, costruttori e altre società della zona, che beneficiano del patrimonio fornito dalla ‘Ndrangheta. Fino a quando potranno farlo? I calabresi stessi dicono che i soldi di questi investimenti devono tornare in Calabria…