Palermo, luglio 2026 – Ancora una volta a Palermo… Ormai sto imparando a conoscere la città. Mi sono note molte strade. Sono accolto bene dalla società. I siciliani hanno un’educazione e un pensiero raffinati, per cui si presentano spesso in posizioni di vertice, in Italia. Passo a fianco del carcere dell’Ucciardone, spesso. E’ top comfort. Ceno volentieri in Via Maqueda, diventata un atelier cittadino. Vado in spiaggia a Mombello, diventata un’area bellissima, curata.
La povertà, a Palermo, si vede, talvolta. Gente che non arriva a fine mese, gente senza lavoro, uomini con le facce stanche, tirate, abbruttite da una vita più dura… Non manca mai la gentilezza, però, nei loro modi di fare. Duri, ma gentili. A Pagliarelli ho capito che l’eroina qui è ancora un problema. Altri problemi seri riguardano la sanità, che dovrebbe essere gestita da enti pubblici che hanno fatto qualcosa di buono, ma non sono stati in grado di risolvere tutto.
La mafia c’è, lo sappiamo: qui, come al Nord, la società è
sostanzialmente mafiosa. Non c’è nulla di nuovo. Solo che la mafia del Nord non è
categorizzata, altrimenti dovrebbero finire in galera tutti questi papponi che
si sono arricchiti con metodi mafiosi. Penso alla 'ndrina di Pavia: i nomi dei vertici sono noti (Cattaneo, Ciocca, Neri, Scotti). E’ vero che i siciliani, appartenenti a
Cosa Nostra, finanziarono Berlusconi in vari modi, ma adesso si lamentano
diffusamente del fatto che, di fronte a tanti utili del gruppo Fininvest, la
restituzione degli investimenti è scarsa. Berlusconi diventò il capomafia più
influente d’Italia.
Mi ricordo quando, tanti anni fa, sono stato aggredito su un autobus dopo essere stato alla Favarella, dove si tenevano le riunioni della storica Cupola. Due uomini, vestiti con delle giacche da motociclisti, mi hanno intercettato sull’autobus: uno mi ha riempito di pugni, mentre l’altro mi teneva, dicendomi <<esci la cassettina>>. Volevano il DV con le riprese. Avevo filmato le proprietà dei boss. Ovviamente, c'era una sentinella che ha attivato i due soldati...
Li ho fregati, chiaramente. Ho tenuto la scheda con le fotografie. Con il DV in mano, sono scesi. L’autista non ha fatto nessun cenno. Quando sono arrivato alla stazione, c’era un poliziotto, probabilmente con una delle divise false che si vendono poco più in là. Però, avevo ancora le fotografie. Il mondo è dei furbi, non dei coglioni.
Ci sono 45 gradi, adesso, anche di notte. Faccio un salto da Ganci, al porto. Compro qualcosa da bere. Però è bellissimo vivere in Italia, conoscere la gente, i luoghi, le culture. L’Italia è un Paese unico. C’è tanta gente pulita. La feccia è relegata nei ghetti.
24.08.2026
Alessandro Ceresa